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Il Salone dell'Auto di Ginevra - unica manifestazione europea con cadenza annuale - continua ad essere "il" punto di riferimento nel mondo delle quattro ruote e l'unica manifestazione di grande spessore creativo, industriale e propositivo. Lo confermano il risultato della prevendita degli spazi (l'allestimento è iniziato lasciando fuori dai cancelli espositori per altri 6.500 mq) e le 10 mila richieste di accrediti stampa, un record per un Salone dell'Auto che non offre alcuna agevolazione di viaggio e di soggiorno per i media, come fanno invece molte altre manifestazioni Oica e non Oica. Più delle 170 novità mondiali ed europee per il pubblico annunciate dagli organizzatori, l'elemento che offre la misura del valore di questa grande passerella è dato anche dalle presenze di top manager che arriveranno a Ginevra già dal 28 febbraio, dall'impegno che si preannuncia a livello di costruzione degli stand, dalla quantità di eventi fuorisalone e di altre attività per lo più destinate agli addetti ai lavori e agli analisti economici. Ginevra stupirà anche per il nuovo layout dell'area espositiva, con le "cittadelle" del Gruppo VW e del Gruppo Fiat rafforzate nella Halle 1 e nella Halle 3 dal rispettivo riavvicinamento della Porsche tra i marchi tedeschi e di Maserati e Ferrari tra quelli italiani. Difficile prevedere se sotto le volte del Palexpò ginevrino - a pochi chilometri in linea d'aria dai palazzi dell'Onu e delle altre organizzazioni internazionali - si discuterà di nuove e decisive alleanze destinate ad influire sullo status dell'industria mondiale dell'auto. E' certo però che, nonostante le novità ad altissime prestazioni rappresentate dalla Ferrari FF e dalla Lamborghini Aventador, il tema centrale dell'81mo Salone di Ginevra sarà comunque quello delle auto da famiglia. Dalla Ypsilon 5 porte alla Fiat Freemont, dalla Hyundai i40 alla Chevrolet Cruze Hatchback, dalla Peugeot 508 alla nuova Opel Zafira, quasi tutti i big dell'automobile dimostrano con questi nuovi modelli di concentrarsi sui segmenti centrali del mercato - il C, il D e quelli dei Suv e delle monovolume - che sono oggi quelli più redditizi e, con modalità diverse, anche quelli che danno i più confortanti segnali di vitalità. Un trend che è confermato da quasi tutte le concept car esposte dalle Case e dai designer, dalla Rocketman, la mini Mini del Gruppo Bmw, alle due proposte di Giugiaro su base Volkswagen - che anticipano rispettivamente la futura Golf e la futura Touran - senza dimenticare l'originale R-Space di Renault che indica contemporaneamente la strada che la Casa francese imboccherà per proporre una nuova monovolume compatta ma anche per dare una diversa fisionomia al frontale delle proprie auto di grande serie.
Ora che tutte le principali case automobilistiche hanno messo sotto i cofani delle loro vetture motori di piccola cilindrata, sovralimentati, potenza adeguata e consumi contenuti – l’epoca del «downsizing» è iniziata già diversi anni fa – la parola d’ordine è cambiata. Prende sempre più piede infatti il concetto di vettura a trazione ibrida o anche «micro» ibrida, adatta cioè a modelli che devono per forza essere venduti a prezzi accessibili al grande pubblico. L’81. Salone di Ginevra, che apre oggi al pubblico, è anche questo.
Ibrida per la città, per i lunghi viaggi, per il tempo libero, per la vettura di rappresentanza, sulla supersportiva e anche per le competizioni motoristiche. Più dell’elettrico puro, si tratta di un sistema che permette di prolungare l’autonomia delle vetture a trazione «ecocompatibile», specie quando non si ha a disposizione una presa per la ricarica elettrica ad alta velocità. Ma si tratta comunque di tecnologie che costano, non sempre accessibili ai normali borsellini, anche se con la crescente diffusione è prevedibile una «democratizzazione» dei costi. Nel frattempo è continuata anche la corsa nel settore «elettrico puro» e per rendersene conto basta fare un salto nel padiglione verde del Salone, sempre più spazioso e ricco, dove è anche possibile provare alcune delle vetture di serie.
Le regine di questa edizione del Salone non sono molte, ma comunque di grande pregio. A cominciare dalla Ferrari FF, quattro posti e – novità per la Casa di Maranello – quattro ruote motrici. C’è poi la nuova Lamborghini Aventador, 700 CV inseriti in un «vestito» in cui si largheggia con il carbonio e altre soluzioni ad alta tecnologia. Il gruppo Fiat beneficia a piene mani del «salvataggio» di Chrysler – marchio sparito dal Salone – proponendo una serie di vetture con marchi italiani e concetto statunitense, come la rediviva Thema (nuova Chrysler 300), la concept Flavia pure convertibile (Chrysler 200), la Fiat Freemont (Dodge Journey). Qua e là negli stand altre novità d’interesse per il mercato che fa cifra d’affari e delle concept a cui manca poco per entrare in produzione. Segno che il mondo dell’auto non ha smesso di progettare.
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